Un fico misterioso che cresce a testa in giù

Guarda il mondo capovolto con gli occhi di un bambino e ha una buona dose di muscoli (le radici) a sorreggerlo. Si tratta di un fico (probabilmente un fico comune) che si è sviluppato “letteralmente” a testa in giù, all’interno del Parco archeologico delle Terme di Baia, nel cuore dei Campi Flegrei. Sembra che la sua storia inizi intorno agli anni Quaranta, quando gli scavi riportarono alla luce il complesso termale romano.

Da allora, questo albero ha deciso di sfidare le leggi della biologia e della logica.

Crescere sui muri

In realtà, molte piante crescono tra le crepe dell’asfalto e lungo i muri. Quante volte abbiamo visto muri scrostati ricolmi di vite selvatica? La ragione risiede nella somiglianza tra la composizione del materiale dei muri in città e quella delle scogliere rocciose. E poi entrambi presentano fessure con il giusto spazio per la crescita di diverse specie vegetali.

Fico di Baia

Una ricerca dell’Università degli studi di Napoli Federico II ha esaminato 13 siti su 25 all’interno del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, tra cui quello di Baia. Sulle superfici sono state rilevate ben 129 specie. E le più presenti erano parietaria, rovo e fico comune (specie sulle superfici verticali). Una diffusione favorita anche dalla forte presenza di tufo e malta, che hanno una porosità elevata e favoriscono una maggiore penetrazione dell’acqua e, di conseguenza, la crescita di specie legnose come i fichi.

In un altro studio condotto nella città di Trabzon, in Turchia, la vegetazione “muraria” comprendeva ben 196 specie. I ricercatori hanno ipotizzato che il suolo dietro i muri fertilizzi le pareti e ne favorisca la copertura vegetale. Infatti, attraverso fori e giunti le piante ricevono un apporto costante d’acqua.

Il fico: una specie da record

I fichi hanno una resilienza incredibile: resistono alla siccità, alle alte temperature (alcune specie superano i 50°C!) e tollerano forte umidità e salinità. Il loro segreto? La formazione di radici avventizie (generate da tronchi e rami) che una volta cresciute restano sospese oppure si ancorano nel suolo. Queste radici migliorano l’assorbimento dell’auxina, un ormone importante per la crescita e lo sviluppo della pianta. Tuttavia, sono altamente infiltranti, per cui possono danneggiare i monumenti.

Fico di Baia

Presenze “sgradite” che potrebbero giovare alla nostra salute

Da tempo si stanno sviluppando nuovi concetti come quello di green infrastructure e urban greenery finalizzati all’integrazione del verde in città attraverso aiuole, pareti, tetti verdi, giardini verticali. Se curato, il verde urbano – e anche la vegetazione muraria (autoctona) – può contribuire a rendere le città più sostenibili e salutari. Uno studio pubblicato di recente su Nature Communications ha stimato che una copertura verde adeguata potrebbe evitare oltre 28.000 morti l’anno in Italia. Non solo, si ridurrebbero inquinamento e stress, con un ampio miglioramento della salute mentale. Dall’umore al benessere sociale.

Conclusioni

I dubbi morfologici riguardo allo sviluppo del fico delle Terme di Baia ancora oggi non trovano risposta certa.C’è poi da considerare che questo albero si è sviluppato in un’area piena di contraddizioni che la rendono unica. Solo per fare un esempio, a pochi passi dal Parco archeologico si trovano, oltre alla città sommersa di Baia, le Terme stufe di Nerone, rinomate per i loro benefici, e il Lago D’Averno (che si ipotizza derivi dal greco ἄορνος, senza uccelli), le cui esalazioni solforose si pensava uccidessero gli uccelli.

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