Dormire male è più comune di quanto pensiamo. Non si tratta solo di qualche notte storta: secondo l’Istituto Superiore di Sanità, oggi quasi un italiano su tre dorme meno del necessario e uno su sette non è soddisfatto della qualità del proprio sonno.
Intanto, secondo l’European Respiratory Society (ERS) disturbi come l’apnea ostruttiva del sonno (OSA) sono in rapido aumento tra gli adulti tra i 30 e i 69 anni, ma continuano ad essere sottodiagnosticati o individuati dopo anni.
La diagnosi tardiva colpisce soprattutto le donne in cui, a differenza del classico russamento, questo disturbo si presenta con sintomi atipici come affaticamento, insonnia o disturbi dell’umore.
Cos’è il sonno e perché è importante per la nostra salute
Il sonno è uno processo dinamico costituito da cicli ripetuti, ciascuno composto da diverse fasi. Di solito in una notte attraversiamo 4–5 cicli, ognuno della durata di circa 90–110 minuti. Le richieste energetiche diminuiscono, funzioni fisiologiche come quella renale rallentano. Altre, invece, possono addirittura aumentare, come il rilascio dell’ormone della crescita e la riparazione cellulare.

Quali sono le fasi del sonno?
- Veglia: il cervello mostra un’attività rapida e irregolare perché prevalgono le onde beta, associate ad attività intensa. È la fase di passaggio verso il sonno.
- N1 (addormentamento): dura pochi minuti e rappresenta circa il 5% del sonno. Il cervello rallenta e compaiono le onde theta.
- N2 (sonno leggero): la fase in cui trascorriamo più tempo (circa il 45%), cruciale per il consolidamento della memoria e delle connessioni tra i neuroni.
- N3 (sonno profondo): È la fase più rigenerante, nota anche come sonno a onde lente e che prevale durante la notte. Questa fase, che tende a ridursi con l’età, è cruciale perché il corpo ripara i tessuti, rafforza il sistema immunitario. In presenza di disturbi possono verificarsi sonnambulismo e terrori notturni.
- REM (Rapid Eye Movement) o “fase dei sogni”: subentra circa 90 minuti dopo l’addormentamento, costituisce circa il 25% del sonno ed è cruciale per funzioni cognitive ed emotive. In questa fase il cervello è molto attivo (il metabolismo cerebrale può aumentare fino al 20%), il corpo è paralizzato e gli occhi si muovono rapidamente. Anche frequenza cardiaca e respirazione diventano irregolari. La fase REM aumenta verso mattina. Per questo ricordiamo più facilmente i sogni al risveglio.
L’impatto del sonno sulla salute
Dormire influenza diversi aspetti della fisiologia umana. Irregolarità e durata insufficiente del sonno «si associano con malattie cardiovascolari, neurodegenerative, cancro e mortalità per tutte le cause» osserva Eric Topol, cardiologo e direttore dello Scripps Research Translational Institute, in una recente conversazione con Yo-El Ju, neurologa del sonno alla Washington University School of Medicine, pubblicata nella sua newsletter Ground Truths.
Disturbi come l’OSA o il sonnambulismo possono alterare profondamente l’architettura del sonno. Un caso particolare riguarda i disturbi del sonno REM, in cui i sogni – spesso spiacevoli – possono essere “agiti” fisicamente, con movimenti improvvisi degli arti, vocalizzazioni e comportamenti complessi (in condizioni normali questa fase è caratterizzata da una paralisi temporanea del corpo). Nella narcolessia, gli individui cadono direttamente nella fase REM in qualunque momento del giorno e per pochi secondi o minuti, saltando le fasi iniziali. Questo limita la quantità di sonno nella fase di sonno profondo e altera il ritmo sonno-veglia.
Oggi possiamo studiare il sonno con strumenti sempre più avanzati.
Dalla polisonnografia, una procedura eseguita in laboratorio, ai dispositivi indossabili che permettono di monitorarlo nel tempo. Il sonno è un processo biologico complesso e ancora in parte sconosciuto.
E se passiamo un terzo della nostra vita dormendo, forse è il caso di iniziare a prenderlo più sul serio.
